Bugie, scienza e case farmaceutiche…

di Barbara Basile Basile

In una breve, logorroica e simpatica presentazione il medico ed epidemiologo Ben Goldrace (formatosi a Oxford e Londra, GB) svela bugie, trucchi e inganni di cui spesso si avvalgono le case farmaceutiche per testare e promuovere nuovi farmaci … ovviamente, con il benestare della, cosiddetta, comunità scientifica.

Fu lo scandalo del presunto legame tra vaccini e autismo, ora ampliamente falsificato, a dare il via alla crociata di Goldrace, che iniziò dieci anni fa con le prime rilevazioni  al quotidiano inglese The Guardian, e, da allora, ha proseguito, inarrestabile, attraverso Twitter e alcuni libri (come per esempio, Bad Pharma o Bad Science)…

Per restare nella nostra area di interesse, dopo una breve introduzione, a metà del suo intervento, Goldrace cita alcuni dei trucchetti di cui si sono avvalsi diversi ricercatori per testare, e comprovare, l’efficacia di alcuni psicofarmaci.

Un altro esempio. È stato solo nel 2003 che la paroxetina è stata, finalmente, vietata ai bambini. Fino ad allora lo scopo della casa farmaceutica GlaxoSmithKline era di renderla un antidepressivo specifico per minori, nonostante, sino ad allora, il farmaco fosse stato testato solamente sugli adulti. Inoltre, nel corso dei 9 trial clinici eseguiti in seguito alla commercializzazione del farmaco, è stato osservato un drastico aumento degli atti suicidari nei minori che assumevano la terapia, informazione che è stata accuratamente omessa dal foglio informativo… Tra il 1994 e il 2002, solo in Gran Bretagna, sono state prescritte 32.000 ricette per bambini!  (cit da Bad Pharma)

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