I disturbi psichici aumentano il rischio di morire prematuramente

di Barbara Basile  

Da BBC Salute

Le persone che durante il corso della loro vita soffrono di disturbi psichici, come l’ansia o la depressione, hanno maggiore probabilità di morire prematuramente. Questo è quanto riscontrato da un gruppo di ricercatori inglesi che ha condotto una rassegna, su scala nazionale, delle ricerche eseguite negli ultimi 10 anni sui dati relativi alle cause di decesso prematuro.  Leggi tutto “I disturbi psichici aumentano il rischio di morire prematuramente”

Un modello dimensionale delle emozioni: integrazione tra le neuroscienze dell’affettività, lo sviluppo cognitivo e la psicopatologia

di Barbara Basile  

La teoria delle emozioni (Ekman, 1992; Panskepp, 1998) più nota e attualmente dominante propone un sistema di classificazione di tipo categoriale, dove le emozioni sono classificate come entità discrete, indipendenti le une dalle altre e facilmente dinstiguibili. Questo sistema tassonomico non riesce però a spiegare fenomeni come la frequente comorbilità che si osserva tra diversi disturbi psicologici, né risolve l’annosa questione relativa alla corrispondenza tra emozioni e uno specifico substrato neurofisiologico. Nell’ultimo decennio è stato proposto un approccio alle emozioni di tipo dimensionale (Posner  et al., 2005, Russel 2003; Watson et al., 1999), che ne facilita l’identificazione e la caratterizzazione. Il modello circonflesso delle emozioni, emerso in questi ultimi anni, sostiene che gli stati effettivi sono riconducibili a due principali sistemi neurofisiologici, uno che spiega la valenza dell’emozione (lungo un continuum di piacevolezza-sgradevolezza) ed un altro che si riferisce al livello di arousal/attivazione fisiologica corrispondente (Figura 1). Secondo questa teoria, ogni emozione può essere spiegata come la combinazione lineare tra le due dimensioni, variando per valenza (positiva o negativa) e intensità di attivazione. La gioia, ad esempio, è concettualizzata come uno stato emotivo connotato da valenza positiva e da un livello di arousal moderato. La successiva attribuzione cognitiva, che permette l’integrazione delle due dimensioni, l’esperienza fisiologica sottesa e la stimolazione determinante, permettono, infine, l’identificazione dell’emozione di gioia. Scopo di questo articolo è mostrare l’utilità e l’evidenza empirica a sostegno del suddetto modello. Leggi tutto “Un modello dimensionale delle emozioni: integrazione tra le neuroscienze dell’affettività, lo sviluppo cognitivo e la psicopatologia”

Convegno Internazionale di Human Brain Mapping: dalla Cina "con cervello" – seconda parte

di Barbara Basile

Un altro aspetto fondamentale trattato da Merzenich (San Francisco, USA) in un’altra presentazione sottolinea l’importanza del concetto di “plasticità neurale”, soprattutto se collocato all’interno del contesto della riabilitazione. Merzenich ricorda quanto il nostro cervello sia suscettibile a modifiche durante l’intero corso della vita, anche (contrariamente a quanto si pensava sino a pochi decenni fa) sino alla tarda età. Diversi studi hanno dimostrato che tutti i cambiamenti negativi attributi all’invecchiamento (i.e.,  decadimento di specifiche funzioni cognitive, demielinizzazione, etc.) sono, invece, reversibili, se adeguatamente ri-allenati con training riabilitativi appopriati. Sulla stessa scia di studi, Zhou ed altri collaboratori hanno dimostrato come sia possibile anche il processo inverso. Leggi tutto “Convegno Internazionale di Human Brain Mapping: dalla Cina "con cervello" – seconda parte”

Convegno Internazionale di Human Brain Mapping: dalla Cina "con cervello" – prima parte

di Barbara Basile

Il convegno internazionale di Human Brain Mapping (mappatura del cervello umano) quest’anno si è svolto, dal 10 al 14 giugno, nel modernissimo quartiere di Pechino (Cina), che nel 2008 ha ospitato le Olimpiadi. Il meeting, alla sua XVIII edizione, ha messo in rilievo la centralità dell’utilizzo di un approccio multimodale nello studio del cervello umano. Autori con esperienza pluridecennale nell’ambito delle neuroscienze (i.e., Zilles, Fox o Merzenich) hanno sottolineato l’importanza di integrare tecniche e metodi diversi in modo da ottenere informazioni sul cervello non solo dal punto di vista strutturale o funzionale, ma anche considerando aspetti citoarchitetturali e molecolari. Leggi tutto “Convegno Internazionale di Human Brain Mapping: dalla Cina "con cervello" – prima parte”

Si dice in giro che anche il topo sia “empatico”…

di Olga Ines Luppino

Qualche sera fa ricevo da una collega la segnalazione di un interessante lavoro di Decety e collaboratori, dell’Università di Chicago, che negli ultimi mesi ha fatto il giro del web.

Gli autori, hanno indagato la presenza nei ratti di comportamenti prosociali mossi, come sovente è per l’uomo, da una risposta empatica alla sofferenza  di un proprio simile. Leggi tutto “Si dice in giro che anche il topo sia “empatico”…”

Cos’è la Terapia Focalizzata sulla Compassione (Compassion Focused Therapy) – parte prima

di Nicola Petrocchi

Come anticipato nello scorso post, inizierei a descrivere, a “puntate”, alcuni elementi interessanti della Compassion Focused Therapy ovvero la Terapia Focalizzata sulla Compassione (TFC). La TFC è una terapia sviluppata dallo psicoterapeuta e ricercatore Paul Gilbert, professore di Psicologia Clinica all’Università di Derby (UK) che da circa 20 anni studia dal punto di vista evoluzionistico la psicologia umana (è stato presidente della British Association for Cognitive and Behavioural Psychotherapy). Leggi tutto “Cos’è la Terapia Focalizzata sulla Compassione (Compassion Focused Therapy) – parte prima”

Affrontare il tema della morte con i bambini: L’anatra, la Morte e il Tulipano

di Claudia Perdighe

Era da un po’ che l’anatra aveva una strana sensazione: “Chi sei, e perchè mi strisci alle spalle?” domandò.
“Finalmente te ne sei accorta” … “Io sono la Morte”. L’anatra fu presa dal terrore. E non si poteva darle torto. “Sei venuta a prendermi?”
“Ti sarò accanto… nel caso…”
“Nel caso?” domandò l’anatra.
“Si nel caso ti capiti qualcosa. Un brutto raffreddore, un incidente: non si può mai sapere”.
“E all’incidente ci pensi tu?”
“All’incidente ci pensa la vita, come anche al raffreddore, e a tutte le altre cose che possono capitare a voi anatre. Per esempio la volpe”.
L’anatra non ci voleva nemmeno pensare. Le venne la pelle d’oca. La Morte le sorrise in modo amichevole. In fondo era gentile, anzi molto gentile, se si esclude che era quello che era.

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I depressi sono più sensibili ad emozioni negative o provano meno emozioni positive?

di Roberta Trincas

Tempo fa mi è capitato di leggere Emotion and Psychopathology (Rottenberg  e Johnson, 2007), un libro molto interessante che comprende diverse teorie e studi sul ruolo che le emozioni hanno nello sviluppo della sintomatologia di diversi disturbi mentali. Per esempio, si fa riferimento al fatto che un’emozione può essere causa di sintomo quando ha un’eccessiva intensità (es. disturbi d’ansia), è di lunga durata (es. nella depressione, la tristezza e l’anedonia permangono nel tempo), o interferisce sui processi cognitivi (memoria, attenzione, ecc). Leggi tutto “I depressi sono più sensibili ad emozioni negative o provano meno emozioni positive?”

Senti che puzza…d’ansia!

di Carlo Buonanno

Ad occhi ed orecchie inesperte sembra impossibile che situazioni sociali complesse come un crimine, la perdita di una persona cara o una condotta prosociale possano essere decodificate anche grazie al naso. Una conferma che se vedi oltre il tuo naso, sentirai puzza d’ansia, oppure odore di felicità, arriva da un recente studio pubblicato sull’ultimo numero di Emotion.

Ricercatori dell’università di Dresda hanno chiesto a 119 soggetti a quali odori e/o immagini fossero associate le emozioni di base (sono felice se odoro…) ed hanno costruito classi di appartenenza di odori ed immagini, in relazione alle risposte fornite. In questo modo hanno ottenuto 7 classi evoluzionisticamente fondate: Natura, Piante, Animali, Umani, Cultura, Morte, Cibo. Tra gli obiettivi dello studio, testare due canali apparentemente concorrenti: vista ed olfatto. E la vista vince, ma non di tanto. Leggi tutto “Senti che puzza…d’ansia!”