La Culturally Affirmative Psychotherapy per i pazienti sordi – parte prima

di Stefania Fadda

In questo e nel successivo post il mio intento sarà quello di proseguire nell’individuazione e condivisione delle caratteristiche che il lavoro psicoterapico deve possedere al fine di risultare efficace con i pazienti sordi. L’interesse per tale tematica nasce dalla constatazione di come la popolazione sorda ponga sfide comunicative, metodologiche e culturali alla psicoterapia cognitiva tradizionale, sia da un punto di vista etico che pratico. Inoltre, gli scorsi trent’anni hanno visto un proliferare di studi sulla storia delle persone sorde, sulla cultura sorda, sulla sociologia della comunità sorda, sulle sue norme, valori e prospettive. Ma, sfortunatamente, ad oggi, la letteratura in ambito psicoterapeutico ha dedicato solo pochi articoli agli approcci e alle pratiche efficaci nel lavoro con i pazienti sordi. Leggi tutto “La Culturally Affirmative Psychotherapy per i pazienti sordi – parte prima”

Cos’è la Terapia Focalizzata sulla Compassione (Compassion Focused Therapy) – parte prima

di Nicola Petrocchi

Come anticipato nello scorso post, inizierei a descrivere, a “puntate”, alcuni elementi interessanti della Compassion Focused Therapy ovvero la Terapia Focalizzata sulla Compassione (TFC). La TFC è una terapia sviluppata dallo psicoterapeuta e ricercatore Paul Gilbert, professore di Psicologia Clinica all’Università di Derby (UK) che da circa 20 anni studia dal punto di vista evoluzionistico la psicologia umana (è stato presidente della British Association for Cognitive and Behavioural Psychotherapy). Leggi tutto “Cos’è la Terapia Focalizzata sulla Compassione (Compassion Focused Therapy) – parte prima”

Perché l'Imagery funziona? Alcune questioni…

di Roberta Trincas 

Le tecniche di immaginazione (imagery) sono uno strumento terapeutico attualmente molto utilizzato nella Terapia Cognitivo Comportamentale. L’uso dell’imagery deriva dalla terapia comportamentale, infatti è alla base di varie tecniche terapeutiche comportamentali come la sensibilizzazione, il rinforzo, l’estinzione, e il modellamento (Upper e Cantela, 1979). Tra i primi ad utilizzarla fu Wolpe (1958), che introdusse la tecnica di desensibilizzazione attraverso le immagini e, successivamente, Lang (1977) la utilizzò nel trattamento dell’ansia. Leggi tutto “Perché l'Imagery funziona? Alcune questioni…”

…e quando il paziente bipolare rifiuta il trattamento?

di Lisa Lari

I pazienti affetti da Disturbo Bipolare pongono frequentemente il terapeuta di fronte ad una situazione specifica e complessa: il rifiuto, totale o parziale, del trattamento. Almeno questo è quello che ho riscontrato nella mia esperienza professionale, essendomi trovata in più di un’occasione ad interagire con pazienti bipolari che esplicitamente esprimevano la loro riluttanza ad affrontare un programma combinato con l’associazione di un approccio psicoterapico al trattamento farmacologico.

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Non ci voglio… non ci posso… non ci devo pensare!!!

di Olga Ines Luppino

Sempre più “affascinata” dal DOC, ancora una volta cerco, leggo e scrivo di ossessioni…in particolare, in questo post, di pensieri intrusivi di natura religiosa e sessuale.

Tra i soggetti affetti da DOC la presenza di ossessioni di natura sessuale e/o religiosa è relativamente comune e si associa ad esiti maggiormente sfavorevoli ai diversi trials di CBT e farmacoterapia (Ferrão et al, 2006; Rufer et al., 2005). I soggetti che sperimentano questo genere di ossessioni tendono a considerare i propri pensieri inaccettabili e causa di esperienze di vergogna ed imbarazzo oltre che di ansia e timore, impegnandosi perciò, in rituali volti a neutralizzare o ad eliminare i pensieri stessi. Leggi tutto “Non ci voglio… non ci posso… non ci devo pensare!!!”

Madri ossessionate

di Viviana Balestrini

Così come per altre situazioni cruciali del ciclo vitale, la gravidanza e il periodo postnatale costituiscono eventi che possono incrementare il rischio di sviluppare o peggiorare condizioni di disagio psicologico o psichiatrico. Spesso si rivolge l’attenzione alla depressione post partum e a altre condizioni che ineriscono a alterazioni umorali, meno frequentemente si fa riferimento ai disturbi d’ansia. Leggi tutto “Madri ossessionate”

Terapia cognitiva e sordità

di Stefania Fadda

L’approccio cognitivo trova ampia applicazione nella terapia con pazienti appartenenti a diverse culture e che presentano difficoltà di comunicazione.
In riferimento ai pazienti sordi, per essere considerata efficace, la terapia cognitiva dovrà possedere una doppia valenza: essere in grado di rispondere alle problematiche che affliggono i pazienti sordi quanto quelli udenti, e mirare alla riduzione di sintomatologie peculiari rispetto alla condizione di sordità. Per raggiungere questi obiettivi, la terapia dovrà utilizzare tecniche visive ed essere culturalmente appropriata. Leggi tutto “Terapia cognitiva e sordità”