Stile genitoriale e crescita del bambino

di Pamela Calussi

Il 1 e 2 dicembre si è svolto a Roma, presso la sede dell’Associazione di Psicologia Cognitiva (APC) e della Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC), un interessante corso dal titolo “Interventi a Supporto della Genitorialità”. Ad organizzarlo l’equipe per l’età evolutiva APC/SPC di Roma, con lo scopo di presentare la base teorica e l’applicazione pratica di principi e tecniche utili al lavoro clinico con la coppia genitoriale, vista l’ormai consolidata importanza che gli viene data nella pratica clinica, sia nell’ottica di interventi preventivi, sia in termini di sostegno al lavoro terapeutico svolto con i bambini.

Grande merito delle due giornate appena concluse è stato quello di affrontare il tema della genitorialità da diverse angolazioni cliniche e culturali, oltre ad aver fornito importanti spunti teorici ed applicativi utili al lavoro clinico con la coppia genitoriale.

Docenti del corso, la dott.ssa Lorenza Isola, Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, didatta APC/SPC e Coordinatrice dell’Equipe Età Evolutiva APC-SPC, la dott.ssa Giordana Ercolani, Psicologa e Psicoterapeuta, membro dell’Equipe Età Evolutiva, il Prof. Roberto Baiocco, Professore Associato in Psicologia dello Sviluppo all’Università di Roma “Sapienza”, presso la quale tiene corsi di Psicologia della genitorialità e delle relazioni familiari, e la Dott.ssa Laura Di Giunta, Psicologa e Psicoterapeuta e Ricercatore presso l’Università “Sapienza” di Roma (Dipartimento di Psicologia).

La prima giornata si è aperta con l’intervento del dott. Baiocco, che ci ha parlato di “Omogenitorialità e benessere nei bambini”, e ci ha presentato lo stato dell’arte scientifico e della letteratura su questo tema, fornendoci numerosi spunti di riflessione sulle “same-sex parent-families” e su come impostare con loro il lavoro clinico di supporto alla genitorialità, in cui spesso ci si trova a dover affrontare anche vissuti di stigmatizzazione e violenza. L’intervento si è concluso spostando il focus su come intervenire per aiutare nel compito genitoriale le famiglie che scoprono invece l’omosessualità del proprio figlio. L’interessante intervento del dott. Baiocco è stato reso ancora più piacevole grazie alla presentazione di numerose vignette cliniche e di video della sua esperienza clinica e nel servizio di Consulenza “Sei Come Sei”, che dirige e che ha lo scopo di offrire uno spazio di consulenza e supporto psicologico rivolto ad adolescenti, giovani adulti, coppie e famiglie che si trovano ad affrontare problematiche inerenti l’orientamento sessuale e/o l’identità di genere.

La giornata si è conclusa con alcuni spunti teorici sulla genitorialità e sul lavoro clinico con il genitore offerti dalla dott.ssa Ercolani e dalla dott.ssa Isola. Si è parlato di stili, di comportamenti, di parenting positivo e maladattivo, il tutto tenendo conto del bagaglio personale e culturale che il genitore porta con sé all’interno del suo “lavoro” con il bambino: per poter lavorare affinché il genitore possa realmente sostenere il figlio occorre tener conto di numerosi aspetti, che non riguardano solamente cosa succede nella relazione madre/padre-figlio, ma anche e soprattutto il significato che essa assume e che dipende a sua volta da ciò che hanno imparato dalla relazione con i loro genitori.

La dott.ssa Laura Di Giunta, nella prima parte della seconda giornata, ci ha aiutato a comprendere come la ricerca sulla genitorialità da un punto di vista trans-culturale ci possa aiutare a capire e riflettere in modo adeguato all’interno del lavoro clinico, presentandoci numerosi risultati di ricerca tra cui quelli dello studio longitudinale “PAC-Parenting Across Culture” di cui è responsabile per l’Italia e di cui fanno parte diversi paesi in tutto il mondo tra cui Nord America, Cina, e Venezuela. L’intervento ci ha spinto a riflettere su come modificare la pratica clinica sulla base della cultura di appartenenza di chi abbiamo davanti: se a livello culturale un comportamento che a noi può sembrare maladattivo è invece accettato, non produrrà effetti negativi sul bambino, sottolineando dunque come non sia tanto il comportamento stesso a produrre effetti negativi sul bambino quanto la percezione e la valutazione che viene fatta di esso. Inoltre, un altro interessante spunto di riflessione datoci dalla dott.ssa Di Giunta ha riguardato la considerazione della reciprocità dell’influenza tra stile genitoriale e comportamenti/temperamento del bambino: quanto è il comportamento del genitore che influisce su quello del bambino o quanto è, invece, il comportamento che regola, di conseguenza, la risposta del genitore?

Nel pomeriggio è stato infine dato spazio alle esercitazioni pratiche attraverso la presentazione di due casi clinici. Le dott.sse Isola e Ercolani, con grandi capacità e chiarezza, ci hanno aiutato a mettere in pratica quanto appreso nelle due giornate, spingendoci al ragionamento e dandoci numerosi spunti applicativi per la nostra professione.

A conclusione delle giornate, grande merito vanno agli organizzatori, che hanno saputo individuare interventi e tematiche interessanti per il lavoro a supporto dei genitori, sottolineando l’importanza che esso riveste per il buon esito delle terapie con i bambini e adolescenti, e sapendo integrare i punti di vista dei partecipanti al corso che provenivano da approcci e orientamenti anche molto diversi.

Comprendere il trauma interpersonale infantile

di Alessandra Cervinara

Il 1 dicembre 2017 si è tenuto a Bari, presso il collegio universitario “Angelo Fraccacreta”, il seminario dal titolo Il trauma interpersonale infantile: gli interventi cognitivi-comportamentali, organizzato dalla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva AIPC di Bari con il patrocinio del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e la Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC) sezione Puglia.

Il convegno ha offerto una ricca panoramica sulle conoscenze più attuali sia per comprendere il trauma interpersonale infantile e diagnosticarne precocemente gli esiti evolutivi, sia sulla progettazione di piani terapeutici integrati secondo le principali Linee Guida internazionali. Nel corso della giornata sono stati presentati i più recenti contributi scientifici relativi al tema del trauma interpersonale nonché i principali progressi conseguiti in ambito teorico e clinico. Gran parte dei relatori intervenuti hanno contribuito alla stesura del volume “Terapia cognitivo-comportamentale del trauma interpersonale infantile” a cura di Maria Grazia Foschino Barbaro e Francesco Mancini, recentemente pubblicato da Franco Angeli.

Ad introdurre il tema della giornata è stata la dott.ssa Maria Grazia Foschino Barbaro, direttore della Scuola di Psicoterapia, sede di Bari (AIPC) che ha aperto i lavori insieme alla prof.ssa Gabrielle Coppola (Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) e alla dott.ssa Chiara Lamuraglia (SITCC Puglia).

Dopo l’intervento della dott.ssa Foschino Barbaro, che ha illustrato il “trauma interpersonale infantile: definizione, epidemiologia e determinanti ambientali”, si sono susseguiti numerosi interventi moderati dalla prof.ssa Coppola: “Lo sviluppo traumatico secondo la prospettiva dell’attaccamento” del prof. Alessandro Costantini, “La psicopatologia del trauma. Funzionamento traumatico e Fenomenologia” del dott. Michele Pellegrini e “Gli esiti sulla salute degli adulti: sistemi di classificazione e linee guida internazionali” del prof. Antonello Bellomo.

La seconda parte del seminario, è stata moderata dalla dott.ssa Lamuraglia e dalla prestigiosa presenza del Direttore del Network nazionale delle Scuole di Psicoterapia Cognitiva, il Prof. Francesco Mancini. La parola è passata al dott. Michele Simeone che ha illustrato i modelli di intervento cognitivo-comportamentali nella cura del trauma infantile. Successivamente, la dott.ssa Marvita Goffredo ha posto l’attenzione sugli interventi sulla genitorialità traumatizzante tra tutela e cura ed, infine, il dott. Vito Lozito ha concluso il convegno, soffermandosi sui percorsi riabilitativi e sulla terapia farmacologica.

A conclusione di ogni sessione il prof. Mancini ha offerto interessanti spunti di riflessione e approfondimento sulle tematiche e sui casi presentati.

Conferenza Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): comprendere come funziona per scegliere come curarsi

di Roberta Trincas

Il 10 Ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, si è tenuta a Roma una conferenza sul Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) dedicata alla cittadinanza, organizzata dalla Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Roma (SPC) e patrocinato dalla SITCC Lazio.

Massimi esperti sul disturbo, della Scuola di Psicoterapia Cognitiva, ne hanno chiarito i meccanismi di funzionamento, i fattori di vulnerabilità e sviluppo, i cicli interpersonali di mantenimento e le linee di trattamento cognitivo comportamentale.

L’intervento introduttivo del Dott. Francesco Mancini ha approfondito i meccanismi di funzionamento della mente ossessiva, le caratteristiche dei pensieri ossessivi e delle compulsioni per arrivare alla tesi secondo cui i rituali del DOC avrebbero lo scopo di prevenire o annullare una colpa associata ad un elevato senso di responsabilità. Da parte del pubblico si manifesta l’interesse sul ruolo dell’ansia nel DOC, sulla comorbilità con disturbi psicotici, sul trattamento farmacologico. Leggi tutto “Conferenza Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): comprendere come funziona per scegliere come curarsi”

Il disturbo ossessivo… questo grande sconosciuto

di Brunetto De Sanctis

Cronaca di una conferenza per la cittadinanza in cui gli esperti parlano con persone e familiari che hanno a che fare con questo disturbo

“Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC): comprendere come funziona per scegliere come curarsi”: è il titolo della conferenza, organizzata dalla Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC) e aperta a pubblico, tenutasi il 10 ottobre scorso a Roma.
Un’iniziativa pensata in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, con l’obiettivo di spiegare il disturbo ossessivo compulsivo ai non addetti ai lavori, con un linguaggio non tecnico ma diretto e comprensibile.
In molti, tra familiari di persone con DOC e persone affette dal disturbo, hanno partecipato alla discussione con un gruppo di clinici esperti del disturbo ossessivo compulsivo, sia da un punto di vista terapeutico sia da un punto di vista scientifico di ricerca, coordinati dal giornalista scientifico Pietro Greco. Leggi tutto “Il disturbo ossessivo… questo grande sconosciuto”

Rome Workshop on Experimental Psychopathology 2017

di Katia Tenore

Il tema del rigore scientifico nell’ascolto del paziente al workshop internazionale sulla psicopatologia sperimentale 

Si è recentemente conclusa la terza edizione del Rome Workshop on Experimental Psychopathology (RWEP), l’unico workshop internazionale sulla psicopatologia sperimentale al quale sono orgogliosa di non essere mai mancata. RWEP è un luogo di incontro e di scambio, dove ricercatori e clinici di tutto il mondo possono dialogare, presentando i loro ambiti di indagine e di intervento e sottolineando luci e ombre della psicopatologia.

Ho ascoltato con interesse numerose ricerche volte a mettere in luce i processi di base che generano e mantengono i disturbi mentali e i meccanismi che consentono a una terapia di risultare efficace. Ciò che ha colpito maggiormente la mia attenzione è stato un fortuito e inaspettato fil rouge comune alla maggior parte delle main lectures. Leggi tutto “Rome Workshop on Experimental Psychopathology 2017”

Diagnosi e trattamento dei disturbi da tic e della sindrome di tourette in età evolutiva

di Simone Migliore

Si é tenuto a Roma il 16 giugno 2017, presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC), un workshop su “Diagnosi e Trattamento dei disturbi da Tic e Sindrome di Tourette in età evolutiva“. Docenti del corso il Prof. Francesco Cardona, Neuropsichiatra Infantile e Dirigente Medico del Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario Umberto I di Roma e la Dott.ssa Monica Mercuriu, Psicologa e Psicoterapeuta, docente e conduttore di project delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva APC e SPC, membro dell’equipe Età evolutiva APC e SPC.

Argomento centrale della mattina è stata la comprensione delle caratteristiche cliniche del disturbo da tic e sindrome di Tourette negli aspetti legati alla sintomatologia, l’età di esordio e gli aspetti fenomenologici. Sono state considerate, inoltre, le numerose comorbidità che ne complicano il quadro sintomatologico, tra le più importanti il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività.

Nel pomeriggio l’attenzione si é spostata sui principali trattamenti evidence-based attualmente a disposizione. In particolar modo, è stata illustrata la proposta di intervento all’interno della prospettiva cognitivista, approfondendo le modalità d’intervento sia in setting individuali che in setting paralleli (bambino-famiglia).

Punto di forza del workshop è stata la grande importanza data alla presentazione e discussione di numerosi casi clinici attraverso la visione di videotape. Di forte impatto emotivo e clinico è stato l’intervento di una paziente che ha raccontato la sua storia clinica ed ha permesso di vedere ‘dal vivo’ la messa in pratica di alcune tra le principali tecniche cognitivo-comportamentali di dimostrata efficacia in tale ambito.

 

La tecnica EMDR per rielaborare un trauma

di Alessandra Micheloni e Gabriella Catalano

Non cancellare l’episodio doloroso ma considerarlo come appartenente al passato

Circa un mese fa, dal 12 al 14 maggio2017, a Grosseto si è tenuto un workshop dal titolo “I principi base dell’EMDR integrato nel trattamento cognitivo comportamentale dei disturbi psicopatologici”. Durante le tre giornate, i partecipanti hanno “fatto spazio” a contenuti personali ed emotivi, attraverso esercitazioni in coppia: l’uno si è posto di fronte all’altro, come “seduti su un treno”, osservando “fuori dal finestrino” e immergendosi nei ricordi dolorosi.
Laura Conti e Ilaria Martelli Venturi sono state le docenti che hanno accompagnato gli allievi psicoterapeuti in questo viaggio teorico ed esperienziale, lasciando loro materiale e strumenti da utilizzare con i propri pazienti, adulti e bambini, nei rispettivi percorsi terapeutici. Leggi tutto “La tecnica EMDR per rielaborare un trauma”

Entusiasmo, curiosità e argomenti di notevole rilievo scientifico. La seconda giornata del RWEP 2017

di Roberta Trincas

La seconda giornata è cominciata con un interessante simposio sull’insonnia organizzato dalla Dr.ssa Chiara Baglioni dell’Università Marconi (Roma). Durante il simposio sono state delineate le caratteristiche psicofisiologiche dell’insonnia (Prof. Van Someren dell’University Medical Center di Reiburg – Germania) e sono stati presentati alcuni studi sulla sua influenza in alcuni disturbi mentali (disturbi alimentari e depressione).

A seguire, il brillante intervento del Prof. Salkovskis dell’Universtà di Bath – UK (Understanding how the world really work? Lessons from research in psychopathology) il quale ha enfatizzato il ruolo che la comprensione del paziente può avere sull’efficacia terapeutica, fornendo una lettura socio-culturale dell’importanza della psicoterapia.

Subito dopo, una sessione orale molto interessante che ha previsto lavori di colleghi del Regno Unito, di Israele, dell’Islanda e dell’Olanda, in cui si è parlato di: “simulation heuristic” nella paranoia e nell’ansia sociale; elaborazione spaziale in adulti con ADHD; training sui bias attentivi in individui a dieta; ruminazone e abitudini.

Successivamente, la Prof. Christine Purdon, dell’Università di Waterloo – Canada, ha relazionato sulle caratteristiche delle compulsioni (Toward a better understanding of compulsions).

Il primo pomeriggio è stato per noi ricco di emozioni: la sessione orale ha visto 7 diversi studi proposti dal Gruppo di Ricerca dell’SPC di Roma coordinato dal Prof. Francesco Mancini. Cristina Ottaviani (Sapienza – Università di Roma) ha presentato uno studio sulla relazione tra senso di colpa deontologico e disgusto nel DOC analizzandone gli aspetti psicofisiologici. Barbara Basile (SPC Roma) ha delineato le caratteristiche del DOC in linea con gli schemi maladattivi proposti dalla Schema Therapy, concludendo con un’interessante integrazione con il modello del DOC del Prof. Mancini. Maurizio Brasini (SPC e Università Marconi, Roma), seguendo un approccio evoluzionista, ha condiviso uno studio sul ruolo delle motivazioni nei comportamenti di condivisione di “onori” vs “obblighi”. Manuel Petrucci (SPC e Sapienza – Università di Roma) ha presentato uno studio sull’influenza dell’elaborazione di stimoli emotivi sui meccanismi attentivi di base (Posner e Flanker task). Simone Gazzellini (SPC e Ospedale Bambin Gesù, Roma) ha parlato dell’associazione tra attenzione e HRV nel rimuginio. Chiara Schepisi (SPC, Roma) ha presentato una review critica della letteratura su funzioni e scopi della ruminazione, delineando le mancanze e gli aspetti critici. Mauro Giacomantonio (SPC e Sapienza – Università di Roma) ha presentato uno studio sull’influenza che la colpa deontologica può avere sui comportamenti di controllo in un visual task, dando una spiegazione in linea con il modello del DOC.

L’ultima sessione orale presentata da Ann Meulder dell’Università di Leuven (Belgio) si è incentrata su alcune ricerche sui meccanismi di apprendimento: la generalizzazione della paura in persone con dolore cronico, la validazione sperimentale di tecniche per l’estinzione della paura e per l’evitamento, una teoria sul condizionamento per il lutto prolungato.

Ha concluso la giornata la Prof. Amelia Gangemi dell’Università di Messina, con una lecture sulle caratteristiche di ragionamento nelle psicopatologie, con particolare riferimento al funzionamento cognitivo del DOC (Strategies in reasoning in patients with psychological illness).

Il workshop ha portato diversi spunti di riflessione, aggiornamenti ma anche novità sulla psicopatologia sperimentale: l’efficacia delle tecniche di intervento, i metodi di studio e i meccanismi di funzionamento di diversi aspetti: cognitivi, emotivi e comportamentali.

Entusiasmo, curiosità, e argomenti di notevole rilievo scientifico. La prima giornata del RWEP 2017

di Roberta Trincas

 

Il 26 e 27 Maggio 2017 si è svolta la terza edizione del Rome Workshop on Experimental Psychopathology, il workshop, organizzato dalla Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC) e patrocinato dalla SITCC-Sezione Lazio, è l’unico evento internazionale completamente focalizzato sulla Psicopatologia Sperimentale, una branca di ricerca che mira a comprendere le cause e i meccanismi di mantenimento dei disturbi mentali avvalendosi di metodologie di differenti ambiti (comportamentale, psicofisiologico e neurobiologico).

Durante la prima giornata gli spunti e le ricerche sono stati di notevole interesse.

La prima sessione orale includeva studi di diverso genere, come lo sviluppo di un training specifico per la modifica dei bias attentivi in individui dipendenti da alcol e cannabis (Janika Heitmann; University of Groningen, The Netherlands); gli effetti della tDCS su consumo di sigarette (Ilse Verveer; University of Rotterdam, The Netherlands); o l’influenza dello yoga su pazienti con depressione cronica (Nina Vollbehr, Lentis Mental Health Care, Groningen, the Netherlands). Successivamente, nel simposio sui “Meccanismi Cognitivi nel Disturbo Ossessivo Compulsivo” presentato dall’Università di Tel Aviv (Israele), sono stati trattati temi come il ridotto senso di agency (Ela Oren), le caratteristiche propriocettive (Or Ezrati) e i giudizi sociali (Marit Hauschildt) nel DOC.

La sessione poster ha presentato diversi lavori di ricerca sia internazionali che nazionali, con la notevole presenza di allievi e ricercatori della Scuola di Psicoterapia Cognitiva (Roma-Bari-Lecce).

La sessione orale pomeridiana ha visto lavori di notevole interesse, alcuni incentrati sui bias cognitivi che caratterizzano l’ansia sociale (Esther Van den Bos, Leiden University, the Netherlands; Eva Gilboa-Schechtman, Bar-Ilan University, Israel) e la depressione (Nilly Mor, Hebrew University of Jerusalem, Israel), altri sulle basi neurali e autonomiche dei meccanismi del worry (Professor Graham Davey, University of Sussex and Dr Frances Meeten, Institute of
Psychiatry, Psychology, and Neuroscience, King’s College London)

Le due main lecture della giornata sono state:

  • The dirt road to psychopathology: A disgust perspective on the development of mental disorders; del Prof. Peter de Jong (University of Groningen, Netherlands) che ha parlato della sensibilità al disgusto come una componente che sembra caratterizzare anche alcune disfunzioni sessuali, come il vaginismo.
  • Extending experimental psychopathology research into clinical trials: the IMPROVE2 study, del Prof. Edward Watkins, (University of Exeter, UK) che ha spiegato l’importanza di studiare l’efficacia delle diverse tecniche di intervento provenienti da diversi approcci (CBT; Compassion, Mindfulness; Concretness training, ecc) al fine di testare la loro efficacia sulla base della risposta del paziente (come la remissione dei sintomi).

La prima giornata si è conclusa con un simposio sui “Meccanismi cognitivi che determinano la ruminazione depressiva” e su alcuni metodi di intervento come l’attention training e il cognitive control training, organizzato da Ernst Koster dell’Università di Ghent (Belgium).

Nella seconda giornata grandi ospiti di rilievo internazionale: Paul Salkovskis, Christine Purdon e Amelia Gangemi