La tecnica EMDR per rielaborare un trauma

di Alessandra Micheloni e Gabriella Catalano

Non cancellare l’episodio doloroso ma considerarlo come appartenente al passato

Circa un mese fa, dal 12 al 14 maggio2017, a Grosseto si è tenuto un workshop dal titolo “I principi base dell’EMDR integrato nel trattamento cognitivo comportamentale dei disturbi psicopatologici”. Durante le tre giornate, i partecipanti hanno “fatto spazio” a contenuti personali ed emotivi, attraverso esercitazioni in coppia: l’uno si è posto di fronte all’altro, come “seduti su un treno”, osservando “fuori dal finestrino” e immergendosi nei ricordi dolorosi.
Laura Conti e Ilaria Martelli Venturi sono state le docenti che hanno accompagnato gli allievi psicoterapeuti in questo viaggio teorico ed esperienziale, lasciando loro materiale e strumenti da utilizzare con i propri pazienti, adulti e bambini, nei rispettivi percorsi terapeutici. Leggi tutto “La tecnica EMDR per rielaborare un trauma”

Sonno e psicopatologia: un legame in doppio cieco

di Niccolò Varrucciu

Nell’usuale cornice del Centro Convegni Villa Palestro si è svolto, in data 20 maggio, il workshop dal titolo ’Il Trattamento dell’Insonnia nel paziente psichiatrico: farmaci e psicoterapia cognitivo comportamentale’, che ha visto la partecipazione di professionisti di varia estrazione, con lo scopo di dar conto dei molteplici aspetti di un fenomeno tanto comune e importante quanto complesso come il sonno.insonnia

Dopo le presentazioni di rito, effettuate dal dott. Coradeschi, la giornata ha preso il via con una bella rassegna della dr.ssa Devoto sui differenti modelli teorici dell’Insonnia, la quale ha evidenziato come un’accurata valutazione aiuti sia il clinico sia il paziente a diventare consapevoli, monitorare e infine modificare gli aspetti biofisiologici e gli ingredienti cognitivi. Di fondamentale importanza, al fine di avere un quadro completo della situazione, anche la considerazione dell’ormai desueta asse I e dei tratti di personalità.

Come naturale conseguenza, la dr.ssa Lombardo ha illustrato come questa condizione si configuri come un fattore trans-diagnostico, spesso presente fra le fila di molte condizioni psicopatologiche, fra le quali sembrano distinguersi ansia e depressione; in tal senso la ricerca sta ancora cercando di chiarire la possibile funzione dell’insonnia come fattore di rischio per alcuni disturbi, soprattutto riguardanti il tono dell’umore. Leggi tutto “Sonno e psicopatologia: un legame in doppio cieco”

Diario di bordo: Workshop II – Strategie nella Schema Therapy

di Chiara Lignola, Lavinia Lombardi, Agnese Fatighenti e Dario Pappalardo

Corso intensivo sulla Schema Therapy 2016 Firenze: la nostra esperienza!

Ed ora che ci faccio con tutto quello che ho imparato con la CBT in quattro anni di specializzazione? L’ACT e la mindfulness si integrano bene, ma con questa Schema Therapy che faccio? Devo resettare tutto? Come posso integrarla?

Ecco l’effetto che ci ha fatto questo percorso di formazione arrivati alla seconda tappa, il Workshop II “Strategie nella Schema Therapy”.

Dopo un iniziale smarrimento è diventata sempre più chiara la sua utilità, il suo potenziale e la possibilità di integrarla alla CBT, a seconda dei casi clinici. Si sta proprio rivelando un altro strumento da inserire nella valigetta degli attrezzi del terapeuta; se la CBT è il “razionale” della terapia, la Schema Therapy ne rappresenta il cuore, ossia la possibilità di attivare emotivamente il paziente ed entrare in contatto con le sue emozioni. Che potenziale!

Eh si…appena applicate le prime tecniche imparate, l’impatto è stato forte. schema therapy

Ma quando è possibile applicarla? Quando il paziente ha difficoltà ad accedere ai propri pensieri, i propri “B” come diciamo noi cognitivisti, o al contrario quando rimane sul piano “razionale” e poco in contatto con le proprie emozioni, oppure ancora quando è stato condiviso il funzionamento con il paziente, ma abbiamo la percezione di essere sempre “impantanati” nello stesso punto, nello stesso mood. Tecniche come l’imagery with rescripting attivano le emozioni del paziente; è come agganciarsi ad una corsia preferenziale che porta il paziente e il terapeuta a nuove scoperte, a link col passato che danno una nuova lettura del funzionamento del paziente. È possibile, quindi, accedere ad una ristrutturazione della credenza sollecitando in vivo l’emozione. Leggi tutto “Diario di bordo: Workshop II – Strategie nella Schema Therapy”

ACT e focused ACT – Ancona 6 e 7 Maggio 2016

di Federica Morganti

Il 6 e il 7 Maggio 2016 si è tenuto, presso la sede SPC di Ancona, il workshop (WS) “ACT E FOCUSED ACT” condotto dal dott. Emanuele Rossi, trainer Act nonché docente SPC. ACT-ANCONA-1Tale evento fa seguito al corso di aggiornamento che lo scorso Gennaio (2016) ha riscosso molto successo “ACCEPTANCE AND COMMITMENT THERAPY (ACT) E RELATIONAL FRAME THEORY (RFT): APPLICAZIONI CLINICHE” ed ha visto come relatore il dott. Niklas Törneke, psichiatra e psicoterapeuta svedese. Il corso ha affrontato in modo chiaro ed esauriente le basi teoriche e scientifiche dell’ACT e dell’RTF.
Leggi tutto “ACT e focused ACT – Ancona 6 e 7 Maggio 2016”

Le terapie dei disturbi da tic in età evolutiva

di Carlo Buonanno

Si è tenuto ieri a Roma, presso il Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità e organizzato dal Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile “Sapienza” Università di Roma, il convegno “Le terapie dei disturbi da tic in età evolutiva”. WhatsApp-Image-20160506Il Prof. Francesco Cardona ha dato inizio ai lavori che, nella prima parte della giornata, hanno visto succedersi autori di diverse università europee sugli aspetti legati all’epidemiologia e alla comorbilità del disturbo, sulla plasticità corticale della sindrome di Tourette e sulla PANDAS. Nel pomeriggio, un simposio sulle terapie cognitivo comportamentali con Cara Verdellen e Jolande Van der Griend che hanno presentato interventi comportamentali manualizzati per il trattamento dei tic in età evolutiva. Nella stessa sessione, l’intervento di Mercuriu, Mancini e Buonanno (Between negative metaevaluation and comorbidity: the cognitive intervention), durante il quale Monica Mercuriu ha descritto il modello per il trattamento del Doc, sviluppato da Francesco Mancini e dall’Equipe per i disturbi d’ansia e dell’umore, adattato ai bambini con sindrome di Tourette e DOC in comorbilità. Il convegno si è concluso con una sessione sulla terapia farmacologica dei tic e dei disturbi in comorbilità. 

Firenze, corso intensivo 2016 sulla schema-therapy (st)

di Agnese Fatighenti, Lavinia Lombardi, Chiara Lignola e Dario Pappalardo

Nel primo weekend di Aprile si è svolto nella sede dell’istituto IPSICO, presso il polo didattico Donatello di Firenze, il primo Workshop (WS) per il training accreditato dalla Società Internazionale di Schema Therapy (ISST) perSchermata 2016-01-25 alle 10.10.15 diventare Terapeuti certificati in Schema Therapy (ST), organizzato dalla Scuola di Psicoterapia Cognitiva s.r.l. (SPC) e condotto dalla magistrale e frizzante dott.ssa Raffaella Calzoni, psicoterapeuta supervisore e docente/trainer in ST riconosciuta dalla ISST e fondatrice e direttrice di Dialogo Schema Therapy.
Leggi tutto “Firenze, corso intensivo 2016 sulla schema-therapy (st)”

Schema Therapy per la Depressione e il Disturbo Post-traumatico da Stress

di Barbara Basile

Nel workshop tenuto da Remco Van der Wijngaart l’8/9 aprile 2016 a Basilea (Svizzera), il terapeuta olandese del Riagg di Maastricht si è concentrato sull’applicazione del modello della Schema Therapy (ST) alla Depressione e al Disturbo Post-traumatico da Stress (DPTS).
In parte integrandosi naturalmente con la Terapia cognitivo-comportamentale, la ST si è mostrata utile nel trattamento della depressione (Brewin & Wheatley, 2007; 2008; Bamelis et al., 2101; Renner et al., 2013; Brewin et al., 2009), intervenendo sulle parti genitoriali esigenti o colpevolizzanti, soddisfacendo i bisogni del mode del Bambino (i.e., accudimento, senso di competenza e di identità, libertà di esprimere emozioni e bisogni di spontaneità e gioco) e arginando i coping mode disfunzionali (i.e., il protettore evitante).
D’altro canto, diversi studi mostrano l’efficacia della sola tecnica dell’Imagery with rescripting (IwR) nel trattamento del DPTS (Sumcker et al., 2007; Arntz et al., 2007; 2013), e non solo.  Questa tecnica esperienziale permette al paziente di identificare e soddisfare, tramite immaginazione, i bisogni emotivi fondamentali frustrati in età infantile, inclusi quelli di sicurezza e protezione, violati nelle situazioni traumatiche. L’immaginazione rappresenta una ottima strategia di intervento rispetto a eventi passati dolorosi poiché questi vengono trattati dal nostro cervello come equivalenti ad un evento reale. Ovvero, i processi neuronali coinvolti sono simili, sia se immaginiamo un evento (o la sua ri-elaborazione, come avviene nell’IwR), sia se lo viviamo realmente. Inoltre, anche la ristrutturazione del trauma è più efficace se affrontata tramite immaginazione, anziché solamente sul piano verbale-cognitivo (Holmes et al., 2009). In particolare, Van der Wijngaart  evidenzia l’efficacia di un protocollo specifico per il DPTS basato su 12 sedute di 90 minuti ciascuna, dove la sola tecnica che viene utilizzata è quella dell’immaginazione “con ri-scrittura”. In una prima parte del protocollo sarà il terapeuta ad intervenire nell’evento traumatico rievocato (avvenuto entro i 16 anni), in modo da fermare l’abuso e proteggere il paziente bambino nella scena; in seguito, in una fase finale della terapia, è il paziente stesso (da “Adulto sano e funzionante”) che interviene, per fermare l’abuso e accudire in modo adeguato il bambino. In questo modo si raggiunge un duplice obiettivo: da una parte il paziente Adulto sano impara ad aumentare il proprio potere e le proprie capacità di intervento, e dall’altro i bisogni del Bambino trovano finalmente risposta e sollievo sul piano emotivo.

Corso Coping Power a Roma

di Monica Mercuriu e Barbara Renzetti

Nello scorso weekend (9 e 10 aprile 2016), presso la sede della Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Roma, si è svolto il corso sul Coping Power Program condotto dal dott. Pietro Muratori (IRCCS di Pisa) e dalla dott.ssa Laura Ruglioni (IRCCS di Pisa), promosso dall’equipe dell’età evolutiva della scuola SPC di Roma con il contributo della SBPC di Bologna.muratori1

Il Coping Power Program (Lochmann e Wells, 2002) è un programma manualizzato per l’intervento e la gestione della rabbia per i bambini dai 7 ai 13 anni. Nato per essere applicato in ambito scolastico, può essere utilizzato nel contesto clinico con bambini che presentano disturbi di tipo esternalizzante. Nel corso della due giorni, il dott. Muratori ha presentato nella l’impianto teorico e gli aggiornamenti rispetto alla diagnosi, allo sviluppo e ai fattori di rischio che contribuiscono all’insorgenza dei disturbi da comportamento dirompente. La dott.ssa Ruglioni ha poi presentato nel dettaglio le procedure per l’applicazione del programma, con gli adattamenti che hanno reso il programma applicabile ad un contesto italiano. Successivamente, entrambi hanno descritto il parent training per i genitori e le nuove proposte di intervento rivolte ai contesti scolastici della scuola dell’infanzia e primaria.muratori2

Come intervenire sulla ruminazione mentale: la Rumination Focused – CBT

di Roberta Trincas

Il 12 e 13 Marzo 2016 il dr. Watkins dell’Università di Exter, esperto nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia, ha presentato la Rumination Focused – CBT, un protocollo di intervento specifico per la ruminazione mentale.

La ruminazione è un processo di pensiero comune a tutti, ognuno di noi sperimenta di continuo momenti di riflessione necessari per prendere una decisione, oppure per pianificare la soluzione di un problema, e altri momenti in cui la nostra mente è impegnata a preoccuparsi. Tuttavia, la ruminazione è considerata un fattore implicato nello sviluppo e nel mantenimento di diversi disturbi mentali (depressione, disturbi d’ansia, problemi alimentari, abuso di alcol, ecc). Secondo il dr. Watkins, e diversi risultati di ricerca, la ruminazione può essere considerata adattiva quando porta alla riflessione, pianificazione e risoluzione di un problema, altre volte è disadattiva perché la persona rimane bloccata e i pensieri si ripetono senza fine. In quest’ultimo caso la conseguenza è negativa, si osserva infatti un incremento dello stato emotivo negativo, scoraggiamento, ed evitamento. Leggi tutto “Come intervenire sulla ruminazione mentale: la Rumination Focused – CBT”